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Desensibilizzazione al Meyer Stampa E-mail
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Ad aprile abbiamo deciso di iniziare la desensibilizzazione al latte per Gemma.

Gemma è nostra figlia ed ha 13 anni.

E' una super allergica e il solo contatto con il latte potrebbe rappresentare per lei un problema grave, anche di vita.

Siamo stati informati dal Prof. Vierucci che avremmo potuto effettuare questa terapia a Firenze anzichè a Trieste, e questo rappresentava per noi un grande vantaggio in quanto non avremmo dovuto spostarci e far perdere giornate di scuola a nostra figlia, oltre a garantirle una qualità di vita migliore per il periodo della terapia. 

Presso la Clinica Pediatrica Burlo Garofolo è attivo un reparto che da alcuni anni svolge questa attività con competenza e in un ambiente controllato.

Abbiamo contattato il Dott. Pucci del reparto di allergologia del Meyer in Aprile.

La prima visita è stata determinante per comprendere che l'importante lavoro di una equipe medica esperta e di riconosciuta capacità, è purtroppo limitato dalle scarse risorse ambientali del nuovo reparto di Allergologia del nuovo  Ospedale Meyer, fiore all'occhiello della struttura sanitaria Toscana.

Ci siamo subito resi conto che le difficoltà oggettive del reparto erano soprattutto la mancanza di spazi e i limitati ambienti idonei e controllati dove poter effettaure la terapia di desensibilizzazione.

Molte mamme e bambini infatti devono attendere le eventuali e purtroppo possibili  "reazioni allergiche" nella bella e accogliente Cupola di vetro, e in caso di problemi devono bussare ad una porta di un ambulatorio dove spesso sono in corso altre visite e terapie.

Purtroppo per noi da circa 1 mese l'equipe medica di Allergologia  ha sospeso le terapie di desensibilizzazione perchè il reparto non è adeguato e non dispone di locali idonei per questa attività. 

Comprendiamo la scelta del reparto di sospendere le attività di desensibilizzazione ma per noi questo significa rimandare ancora per alcuni mesi (forse, speriamo non si tratti di anni) la terapia per nostra figlia.

 Vogliamo portare a conoscenza di altri genitori e degli amministratori pubblici che sono responsabili della gestione dell'Ospedale che questo tipo di problema non riguarda solo la disponibilità di locali o di stanze idonee o meno allo svoglimento di un' attività importante, ma significa permettere allo staff medico e al reparto di Allergologia di mantenere il livello di eccellenza raggiunto nella vecchia struttura e dare a noi genitori la possibilità di poter migliorare la vita dei nostri figli.

 

Massimo Cortopassi 

 
Allergie/ Ecco la giornata per il bambino allergico Stampa E-mail
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Allergie nei bambini. Un problema sempre maggiore e sempre più diffuso nelle società avanzate: ne soffrono ben 80 milioni di persone in Europa e il 26% della popolazione italiana. Oggi 1 bambino su 10 soffre di sintomi asmatici e 1 bambino su 3 soffre di allergie. Il 20% dei ragazzi con meno di 15 anni ha sofferto o soffre di raffreddore allergico; circa 15% dei bambini tra i 12 e i 24 mesi presenta intolleranze alimentari. Come prevenirle? Come gestirle? Come tutelare il diritto alle cure d’emergenza?

(Fonte Affari Italiani

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Giornata del bambino allergico Stampa E-mail
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Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
piazza Sant'Onofrio, 4
Roma

Come gestire il verde intorno alle scuole per limitare i rischi per i bambini allergici ai pollini? Come scoraggiare il fumo attivo e passivo negli ambienti scolastici? Come tutelare efficacemente il diritto alle cure d'emergenza dei bambini che soffrono di gravi allergie? Sono questi alcuni dei principali temi oggetto della "Seconda giornata per il Bambino Allergico".

(Fonte www.galileonet.it

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Bambino Gesù: arriva la “baby allergy card Stampa E-mail
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09 FEB - Un rettangolo di cartoncino plastificato di 9 cm x 6 cm. Un’idea semplice, ma in grado di salvare la vita di un bambino. È la “Baby Allergy Card”, un tesserino ideato dagli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma per ogni bambino a rischio di sviluppare gravi e fatali reazioni allergiche. Il tesserino, infatti, contiene il nome dell’elemento che provoca l’allergia in quell bambino e un breve vademecum affinché chiunque, anche chi non ha competenze mediche, possa intervenire in caso di grave reazione allergica e, quando necessario, essere pronto ad iniettare la dose di adrenalina contenuta nella “penna/siringa” che il bambino gravemente allergico porta con sè.

(Fonte www.ilbisturi.it  )

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